Prima di pagare, fai verificare il tuo atto

Dottore in legge · Esperto in materia tributaria

Consulenza tributaria online: prima i documenti, poi la strategia.

Cartelle, intimazioni, fermi, ipoteche, pignoramenti e accertamenti vanno valutati sul documento concreto. Lo Studio analizza l'atto da remoto, spiega le opzioni e, se serve il giudizio, collabora con un avvocato abilitato.

  • Assistenza su tutto il territorio nazionale
  • Consulenza tributaria e analisi degli atti
  • Analisi preliminare prima di ogni decisione
Italia Assistenza su tutto il territorio nazionale
Appuntamento Ricevimento e consulenza su prenotazione
60 gg Termine tipico per impugnare una cartella
Subito L'autotutela non sospende di regola il ricorso
Dott. Salvatore Artino, consulente tributario

Il professionista

Dott. Salvatore Artino

Dottore in legge, esperto in materia tributaria. Analisi degli atti e consulenza stragiudiziale; se serve il giudizio, collaborazione con l'avvocato.

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Riconosci la tua situazione

Che cosa ti è arrivato?

Ogni atto ha regole e tempi diversi. Trova qui sotto il tuo caso: ti spieghiamo in due righe di cosa si tratta e cosa puoi fare.

Non trovi il tuo caso o non capisci che cosa hai ricevuto? È normale: molti atti hanno nomi simili ma conseguenze molto diverse. Inviaci una foto del documento e ti diciamo esattamente di cosa si tratta.

Il punto centrale

Quando una cartella può essere contestata

Non basta che l'importo sembri ingiusto: occorre individuare un vizio concreto o una causa di inesigibilità. Questi sono quattro controlli iniziali, da applicare al singolo caso.

01

Notifica irregolare

La cartella può essere notificata con raccomandata A/R, tramite soggetti abilitati o, nei casi previsti, via PEC. Vanno controllati data, destinatario, indirizzo e prova della consegna: una semplice comunicazione per posta ordinaria non sostituisce la notifica della cartella.

02

Prescrizione del credito

Ogni tributo ha il proprio termine di prescrizione: superato quello, il credito non è più esigibile. Attenzione: l'Agente della Riscossione tenterà comunque di incassarlo, perché il suo compito è riscuotere e non entrare nel merito delle somme.

03

Decadenza dei termini

L'art. 25 del D.P.R. 602/73 fissa termini perentori entro cui la cartella deve essere notificata al contribuente. Se l'ente li lascia scadere, decade dal potere di riscuotere e l'atto può essere contestabile per decadenza, secondo la natura del credito e la sequenza degli atti.

04

Manca una comunicazione dovuta

La comunicazione di irregolarità, spesso chiamata avviso bonario, è prevista in specifici procedimenti, non prima di ogni cartella. Occorre verificare se nel tuo caso era dovuta e se l'ente ha rispettato il contraddittorio e gli atti presupposti previsti dalla legge.

Come lavoriamo

Dal tuo messaggio alla soluzione, in quattro passaggi

Nessun passaggio oscuro: sai sempre a che punto siamo e quanto costa la fase successiva.

Ci invii l'atto

Una foto o il PDF su WhatsApp, oppure via email. Servono la prima pagina, il dettaglio degli importi e la relata di notifica (il foglio che indica come e quando ti è stato consegnato).

Analisi preliminare

Controlliamo notifica, termini, prescrizione, decadenza, importi, sanzioni e interessi. Se il debito è dovuto e non ci sono margini, te lo diciamo con franchezza.

Ti spieghiamo le opzioni

Autotutela, definizione agevolata, rateizzazione, sospensione o — se serve — ricorso: ti presentiamo le strade percorribili in parole semplici, con tempi, costi e rischi di ciascuna.

Procediamo, con i giusti ruoli

Lo Studio cura consulenza e fasi stragiudiziali. Se serve andare in giudizio, la pratica viene passata a un avvocato collaboratore: tu resti seguito, senza confusione sui ruoli.

Il preventivo arriva prima dell'incarico. Condizioni economiche concordate per iscritto: nessuna sorpresa a pratica avviata.

Attenzione ai tempi

I termini sono brevi e non si recuperano

Nel diritto tributario il tempo è quasi tutto: un termine lasciato scadere può rendere definitivo anche un atto palesemente illegittimo. Ecco i più importanti.

60 giorni

Ricorso contro la cartella

Termine ordinario per le imposte. Per altri tipi di credito può essere di 30 o 40 giorni: è sempre indicato dentro l'atto.

Ora senza attendere

Istanza di autotutela

Non esiste un termine unico valido per ogni autotutela. Presentarla, di regola, non sospende il termine per il ricorso indicato nell'atto.

60 giorni

Prima del fermo del veicolo

Decorsi 60 giorni dalla notifica della cartella, l'Agente può disporre il fermo dei beni mobili registrati (art. 86 D.P.R. 602/73).

30 giorni

Preavviso di ipoteca

L'Agente deve comunicarti l'intenzione di iscrivere ipoteca almeno 30 giorni prima di procedere (L. 106/2011).

Strumento indicativo

Sei ancora in tempo per reagire?

Inserisci la data in cui hai ricevuto l'atto e ottieni subito una stima delle scadenze da tenere d'occhio.

30 giorni — ricorso breve

60 giorni — ricorso ordinario

Questo calcolo è puramente orientativo. Il termine effettivo dipende dal tipo di credito, dall'ente che ha emesso l'atto e da eventuali sospensioni o proroghe di legge, e va sempre verificato sul documento che hai ricevuto. Anche se un termine risulta superato non tutto è perduto: restano altri strumenti di tutela, ma è importante muoversi subito.

Informazioni utili

Le 7 cose che ogni contribuente dovrebbe sapere

Sono i punti che ricorrono più spesso nei casi che seguiamo. Conoscerli ti permette già di capire se hai motivo di preoccuparti o, al contrario, di reagire.

  1. Controlla come è stata notificata la cartella

    Sono previste diverse modalità, tra cui raccomandata con avviso di ricevimento, consegna tramite soggetti abilitati e, nei casi previsti, PEC. Controlla la documentazione della consegna: la sola posta ordinaria non sostituisce la notifica della cartella.

  2. Controlla sempre prescrizione e decadenza

    L'Agente della Riscossione tenterà comunque di recuperare le somme, anche quando sono prescritte o decadute: non è suo compito verificarlo. Spetta a te — o a chi ti assiste — eccepirlo.

  3. Per capire cosa ti chiedono, rivolgiti all'ente impositore

    L'Agente della Riscossione riscuote senza entrare nel merito delle somme. Sgravi, rettifiche e sospensioni in autotutela possono essere disposti solo dall'ente che ha generato il debito (Agenzia delle Entrate, Comune, Camera di Commercio, INPS, INAIL e così via).

  4. L'avviso bonario non precede ogni cartella

    La comunicazione di irregolarità è prevista, per esempio, in determinati controlli delle dichiarazioni. In altri procedimenti può non essere richiesta. Va ricostruita la sequenza degli atti per capire se mancava una comunicazione dovuta.

  5. Esiste un termine perentorio per notificare la cartella

    L'art. 25 del D.P.R. 602/73 disciplina termini di notifica in specifiche ipotesi. Il termine applicabile dipende dal credito e dagli atti precedenti: se non è rispettato, può essere eccepita la decadenza.

  6. Il ricorso va proposto entro 30, 40 o 60 giorni

    Il termine dipende dalla tipologia del credito richiesto ed è obbligatoriamente indicato all'interno della cartella stessa. Va presentato all'autorità giudiziaria competente per quel tipo di credito: leggerlo con attenzione è il primo passo.

  7. L'autotutela non sostituisce il ricorso

    Puoi chiedere all'ente di correggere o annullare un atto nei casi previsti dallo Statuto dei diritti del contribuente. L'istanza, di regola, non sospende il termine per impugnare: le due strade vanno valutate separatamente e senza attendere.

Essere informati può farti risparmiare tempo e denaro. Prima di pagare verifica sempre che non ci siano errori di notifica, prescrizioni o decadenze: le cartelle potrebbero essere nulle.

Dove operiamo

Su tutto il territorio nazionale

Lo Studio assiste contribuenti in tutta Italia e non ha una sede aperta al pubblico. La consulenza si svolge da remoto e su appuntamento: gli atti viaggiano in formato digitale e i depositi presso le Corti di giustizia tributaria avvengono in via telematica.

Domande frequenti

Le domande che ci fanno più spesso

No, non prima di aver verificato che sia legittima. Hai un termine preciso per contestarla (di norma 60 giorni, ma può essere di 30 o 40) e quel termine serve proprio a permetterti un controllo. Pagare, invece, equivale in molti casi a riconoscere il debito e rende molto più difficile tornare indietro.

La cartella può essere notificata con raccomandata con avviso di ricevimento, tramite soggetti abilitati o, nei casi previsti, via PEC. Vanno controllati destinatario, indirizzo, data e documentazione della consegna. Una semplice comunicazione per posta ordinaria, da sola, non equivale alla notifica della cartella.

Se non hai la relata puoi chiedere all'Agente della Riscossione l'estratto di ruolo e la documentazione della notifica: è uno dei primi passi che facciamo quando prendiamo un caso.

L'istanza di autotutela è una richiesta rivolta all'ente perché annulli da sé un atto palesemente errato: è più rapida ed economica, ma l'ente non è obbligato ad accoglierla.

Il ricorso è invece un giudizio davanti alla Corte di giustizia tributaria (le vecchie Commissioni Tributarie): ha tempi e costi maggiori, ma porta a una decisione vincolante. Nella pratica le due strade si possono percorrere insieme, purché si rispettino i termini del ricorso, che l'autotutela da sola non sospende.

Dipende dalla specifica definizione, dai carichi ammessi e dall'eventuale contenzioso. L'adesione può incidere sulle contestazioni e può richiedere l'impegno a rinunciare ai giudizi relativi ai debiti inclusi. Vanno quindi verificati gli effetti previsti dalla norma applicabile e la sostenibilità del piano.

La verifica va quindi fatta prima di presentare la domanda, non dopo.

Sì, e conviene muoversi in fretta. Il pignoramento presso terzi incontra limiti precisi: stipendi e pensioni sono pignorabili solo entro determinate quote e una parte della pensione è del tutto impignorabile. Va inoltre verificato se gli atti che precedono il pignoramento (cartella, intimazione) sono stati notificati regolarmente.

Ipoteca ed espropriazione sono due cose diverse. L'ipoteca è una garanzia e richiede un debito di almeno 20.000 euro, oltre a una comunicazione preventiva 30 giorni prima dell'iscrizione. L'espropriazione immobiliare, invece, non può essere avviata — a prescindere dall'importo — se l'immobile è l'unico di proprietà del debitore, vi risiede anagraficamente e non rientra nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Il compenso dipende dal tipo di atto e dalla complessità della pratica e viene concordato per iscritto prima di ricevere l'incarico, così sai fin dall'inizio quanto spenderai.

No. Lo Studio opera su tutto il territorio nazionale e non ha una sede aperta al pubblico. La consulenza si svolge da remoto, su appuntamento, con invio telematico dei documenti. Il contenzioso tributario si svolge in larga parte in via telematica, quindi la distanza non è un ostacolo.

Parliamone

Fai verificare il tuo atto

Compila il modulo con i dati essenziali: ti ricontattiamo per dirti se ci sono margini di difesa. Se preferisci, scrivici direttamente su WhatsApp allegando la foto del documento.

Serve per capire se sei ancora nei termini.

I campi contrassegnati con * sono obbligatori. Il modulo prepara il messaggio con i dati inseriti: nulla viene inviato finché non confermi tu.

Cosa ci serve per l'analisi: la prima pagina dell'atto, il dettaglio degli importi e la relata di notifica. Se non li hai tutti, mandaci quello che hai: al resto pensiamo noi.

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